REGGIO CALABRIA. Militari del Nucleo investigativo del Gruppo Carabinieri Forestale reggino, unitamente a personale in servizio alla locale Stazione Carabinieri Forestale, hanno proceduto al sequestro preventivo di un’area privata estesa circa 2,5 ettari, ubicata in via San Giorgio Extra.
Trattasi di una ex area industriale posta a 200 metri in linea d’aria dal nuovo Palazzo di Giustizia e nelle immediate vicinanze della Chiesa di San Giorgio Extra.
Il sito, versava in un evidente stato di degrado ed abbandono, nonché a chiunque liberamente accessibile per mezzo della carraia di ingresso munita di un cancello scorrevole aperto.
L’area si presentava fortemente contaminata dalla presenza di copiose quantità di rifiuti speciali, anche pericolosi, depositati in modo incontrollato sia nelle aree esterne sia all’interno dei locali.
A seguito di una ricognizione effettuata dai militari interventi sul posto, si è accertata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti miscelati in modo incontrollato, sia di natura urbana (rifiuti solidi urbani, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, elettrodomestici vari) sia industriale (quali materiali di risulta edile, pneumatici fuori uso, quantitativi copiosi di fusti metallici in stato di deterioramento alcuni dei quali contrassegnati da avviso di alta infiammabilità e di tossicità), nonchè rifiuti pericolosi quali solventi, lastre di cemento amianto e copiose quantità di materiale verosimilmente riconducibile a soda caustica. Peraltro, parte dei rifiuti riscontrati in loco si presentavano combusti.
Il sito si pone come area intermedia tra la Chiesa di San Giorgio Extra e il Centro parrocchiale “Incontro” di San Giorgio Martire, luoghi dotati di strutture ludiche per bambini che risultano posti nelle immediate adiacenze della carraia di accesso al sito in questione e, quindi, giornalmente frequentati, tra gli altri, da soggetti minori, esposti al concreto pericolo di un diretto contatto con i rifiuti in essa insistenti, nonché con soggetti terzi abusivamente dimoranti.
Configurandosi le ipotesi dei reati di inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata, valutato il pericolo che la libera disponibilità dell’area potesse aggravare o protrarre le conseguenze dei reati ivi perpetrati, ovvero agevolare la commissione di altri reati, avvisato il magistrato di turno, la polizia giudiziaria operante ha proceduto ad eseguire il sequestro preventivo dell’intera area e dei rifiuti in essa insistenti.
Trattasi di una ex area industriale posta a 200 metri in linea d’aria dal nuovo Palazzo di Giustizia e nelle immediate vicinanze della Chiesa di San Giorgio Extra.
Il sito, versava in un evidente stato di degrado ed abbandono, nonché a chiunque liberamente accessibile per mezzo della carraia di ingresso munita di un cancello scorrevole aperto.
L’area si presentava fortemente contaminata dalla presenza di copiose quantità di rifiuti speciali, anche pericolosi, depositati in modo incontrollato sia nelle aree esterne sia all’interno dei locali.
A seguito di una ricognizione effettuata dai militari interventi sul posto, si è accertata la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti miscelati in modo incontrollato, sia di natura urbana (rifiuti solidi urbani, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, elettrodomestici vari) sia industriale (quali materiali di risulta edile, pneumatici fuori uso, quantitativi copiosi di fusti metallici in stato di deterioramento alcuni dei quali contrassegnati da avviso di alta infiammabilità e di tossicità), nonchè rifiuti pericolosi quali solventi, lastre di cemento amianto e copiose quantità di materiale verosimilmente riconducibile a soda caustica. Peraltro, parte dei rifiuti riscontrati in loco si presentavano combusti.
Il sito si pone come area intermedia tra la Chiesa di San Giorgio Extra e il Centro parrocchiale “Incontro” di San Giorgio Martire, luoghi dotati di strutture ludiche per bambini che risultano posti nelle immediate adiacenze della carraia di accesso al sito in questione e, quindi, giornalmente frequentati, tra gli altri, da soggetti minori, esposti al concreto pericolo di un diretto contatto con i rifiuti in essa insistenti, nonché con soggetti terzi abusivamente dimoranti.
Configurandosi le ipotesi dei reati di inquinamento ambientale e gestione di rifiuti non autorizzata, valutato il pericolo che la libera disponibilità dell’area potesse aggravare o protrarre le conseguenze dei reati ivi perpetrati, ovvero agevolare la commissione di altri reati, avvisato il magistrato di turno, la polizia giudiziaria operante ha proceduto ad eseguire il sequestro preventivo dell’intera area e dei rifiuti in essa insistenti.

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